Valle dei Cavalieri: ovvero la prima cooperativa di comunità nata in Italia. Questa storia nasce nel 1991 a Succiso di Ramiseto (Reggio Emilia): un borgo situato sull’Appennino Tosco Emiliano, a mille metri sul livello del mare, attualmente abitato da una settantina di anime durante tutto l’anno.

Sembrava un paese destinato a diventare un borgo fantasma, ma Dario Torri, geometra, classe 1963, e gli altri otto membri della Pro Loco di Succiso di Ramiseto, non la pensavano così. E decisero allora di salvare questo borgo appenninico. In quale modo? Iniziando a creare una cooperativa di paese, lavorandoci come volontari, in parallelo al proprio mestiere quotidiano.

Era il gennaio 1991: fu il primo passo per un piano d’azione che è arrivato a coinvolgere tutti gli abitanti del paese, con la progressiva rivitalizzazione del territorio locale: venne riaperto l’unico bar del paese, l’unica bottega di generi alimentari diventò un mini-market dove poter acquistare il pane prodotto sul posto.

Successivamente, vennero aperti anche un ristorante, rifornito con prodotti a km zero e teso a recuperare e valorizzare il patrimonio agro-alimentare e gastronomico del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, e un agriturismo che nel 2003 è diventato un albergo, con sei camere e venti posti letto. Senza dimenticare la creazione di un centro benessere a disposizione degli ospiti dell’agriturismo. Le presenze turistiche, peraltro, si attestano oggi sulle 15 mila persone ogni anno.

Nel corso del tempo, inoltre, sono state avviate anche attività in ambito sportivo, come l’escursionismo estivo ed invernale, lo sci di fondo, la pesca nel torrente, l’equitazione, ed attività di educazione ambientale per bambini e ragazzi.

Inoltre, sono state recuperate attività agricole come l’allevamento di pecore di razza sarda, con una produzione annua di oltre 50 quintali di pecorino e ricotta.

Al giorno d’oggi, il fatturato della Valle dei Cavalieri si aggira intorno ai 700 mila euro annui. Sette i dipendenti assunti (circa il 10 per cento della popolazione del paese), ai quali vanno aggiunti dodici lavoratori stagionali. Lo stipendio medio si aggira intorno ai mille euro al mese, e ogni persona che lavora in questa cooperativa di comunità svolge più di un lavoro durante la giornata, in base alle esigenze della collettività. Tra i servizi svolti, ci sono anche l’accompagnamento a scuola dei bambini di Succiso e delle frazioni limitrofe con un minibus, e il trasporto di provviste e medicine per gli anziani. La versatilità dei lavoratori è indispensabile per assicurare la sostenibilità della cooperativa.

La Valle dei Cavalieri è dunque una realtà nella quale cittadinanza attiva e innovazione sociale si uniscono in maniera molto concreta. E questo fenomeno è diventato conosciuto anche all’estero, con studiosi arrivati da Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Canada, per studiare il modello sociale ed economico della Valle dei Cavalieri.

Da segnalare anche il recente arrivo di uno studioso internazionale del rapporto fra economia e cooperative di comunità, il giapponese Naonori Tsuda, docente all’Università di St. Andrew’s (Momoyama Gakuin University) di Osaka, per capire il sistema di funzionamento della Valle dei Cavalieri.

Dunque, il percorso di questa cooperativa di comunità nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano è ormai ben avviato.

Come spiega Dario Torri, presidente de La Valle dei Cavalieri: «Abbiamo scelto la forma della cooperativa di comunità per salvare il paese, creare occupazione e salvaguardare il territorio. È stato un percorso iniziato a piccoli passi, con le quote sociali versate dai nove soci fondatori, per poi crescere nel corso degli anni e arrivare ai risultati attuali. Prendendo spunto dalle nostre attività, è stata coniata l’espressione di ‘cooperativa di comunità’. I concittadini di Succiso e i cittadini dei paesi limitrofi utilizzano i servizi della nostra cooperativa come una comunità unica. Suscitiamo interesse sia per ciò che siamo riusciti a fare sia per il tipo di luogo in cui ci troviamo a livello geografico».

Guardando al futuro, Torri afferma che «Il presidio avviato con la Valle dei Cavalieri continuerà nel tempo e la nostra comunità si allargherà alle frazioni limitrofe fino a diventare la Comunità del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, dove siamo collocati geograficamente. Le nostre attività verranno incrementate ed è probabile che assumeremo qualche persona in più nei prossimi anni. Più che ingrandire eccessivamente il nostro modello, riteniamo che la nostra esperienza si possa portare nei paesi vicini, in modo da poter creare occupazione, salvare piccoli borghi e salvaguardare il territorio anche altrove».